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At work ... part 2
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iPad...iRefuse!
The iEconomy
In China, Human Costs Are Built Into an iPad
By CHARLES DUHIGG and DAVID BARBOZA
Published: January 25, 2012
"...the workers assembling iPhones, iPads and other devices often labor in harsh conditions, according to employees inside those plants, worker advocates and documents published by companies themselves. Problems are as varied as onerous work environments and serious — sometimes deadly — safety problems.
Employees work excessive overtime, in some cases seven days a week, and live in crowded dorms. Some say they stand so long that their legs swell until they can hardly walk. Under-age workers have helped build Apple’s products, and the company’s suppliers have improperly disposed of hazardous waste and falsified records, according to company reports and advocacy groups that, within China, are often considered reliable, independent monitors."
20120110
20091110
th3 1llu510n1st
La vista annebbiata, un leggero ardore del cuore, la speranza che sale...finalmente l'adrenalina...
La salvezza!
Loro non sono a carponi nel deserto,
non stanno neanche aspettando la liquefazione di quel sangue a loro così santo...
Solo l'approfittarsi di un incrocio fortuito di iridi nervose e come quando l'assassino comincia lentamente a separare la tenera carne col pugnale...
"Posso disturbare volevo solo un informazione ci metto solo un secondo volevo capire perchè la mia televisione non riceve canali eppure è nuova e ho speso anche tanti soldi e l'ho presa qui da voi e questo è lo scontrino ma dovete venirmi in contro e perchè secondo lei non funziona?"
...non una virgola di punteggiatura verbale, non un inspirazione in quello che doveva essere un secondo, uno solo, di sospensione dal mio di lavoro...
Tutte le cediglie del mondo non potevano in nessun modo abbreviare quelle note di sarcasmo e violenza celate dalla più turbida delle ignoranze...
"L'antenna è collegata? No? ...Ecco...provi con quella allora...Arrivederci e buona serata anche a lei..."
Iridi amanti, iridi scivolose, nessun rispetto, nessuna educazione...
20091109
20091106
Per me si va...
«Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l'etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore;
fecemi la divina podestate,
la somma sapïenza e 'l primo amore.
Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate".
Questo è quello che dovrebbe essere scritto sotto l'insegna di qualsiasi centro commerciale, così luminosa, luccicosa e appositamente studiata con le sue forme e concatenazioni, per attirare l'attenzione.
Tutto è studiato a tavolino, ogni minimo dettaglio è misurato, volumetrizzato, ergonomicizzato per te...oh consumatore...inebetito da un piccolo rettangolo di carta sulla quale superficie è stato sublimato dell'inchiostro, che quasi a sfiorare la sezione aurea, sfoggia un verbo...sconto...il tutto inserito in un espositore fatto su misura, di plastica trasparente...comprami...
